Secondo l’interpello n. 16/2016, in risposta a un quesito della Regione Marche, la presenza del RLS è fondamentale in qualsiasi tipo di società, anche quelle con soli soci lavoratori.

Infatti, tenendo conto di:

  • l’articolo 2, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 81/2008, che equipara al “lavoratore” il socio lavoratore di cooperative o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso;
  • l’articolo 47, comma 2 del d.lgs. n. 81/2008, che prevede che in “tutte le aziende, o unità produttive” sia eletto o designato il “rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”;

la Commissione ha confermato che in tutte le aziende, o unità produttive, comprese quelle all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori, qualora “non si proceda alle elezioni previste dai commi 3 e 4” del medesimo articolo 47 del d.lgs. n. 81/2008 anche in virtù della contrattazione collettiva, le funzioni di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza debbano essere esercitate dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) o dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo.

 

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Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 1 febbraio 2017 è stata pubblicata la Direttiva UE 2017/164 della Commissione, contenente il quarto elenco dei valori indicativi di esposizione professionale in attuazione della direttiva 98/24/CE, che modifica le direttive 91/322/CEE, 2000/39/CE e 2009/161/UE.

Nella 91/322/CEE viene rivista la parte su acido acetico, diidrossido di calcio, idruro di litio e monossido di azoto; si fa poi riferimento a 1,4-diclorobenzene nella direttiva 2000/39/CE e al bisfenolo A nella direttiva 2009/161/UE.

Tutto il lavoro di revisione è stato effettuato secondo questo principio:

A norma dell’articolo 3 della direttiva 98/24/CE, il comitato ha valutato il rapporto fra gli effetti sulla salute degli agenti chimici figuranti nelle trentuno voci dell’allegato della presente direttiva e il livello di esposizione professionale.

Quello che viene richiesto agli Stati membri è di stabilire i propri valori limite, in base a quanto riportato nella Direttiva europea, e di adottare queste disposizioni entro il 21 agosto 2018.
Anche per le direttive modificate vale la stessa data come indicativa per l'avviamento delle nuove regole.

Circolare n. 09/16

FORMAZIONE: PARTE LA MINI RIFORMA DELL’ACCORDO STATO – REGIONI 7 LUGLIO 2016

 

Pescara (PE), 6 Settembre 2016

di Mario Gallo – Professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

 

Dopo una lunghissima attesa e un iter alquanto tormentato è giunto finalmente ai nastri di partenza l’Accordo Stato – Regioni 7 luglio 2016, n. 128/CSR (in Gazzetta Ufficiale 19 agosto 2016, n.193) che ridisegna la disciplina regolamentare sulla formazione in materia di sicurezza sul lavoro delle diverse figure della prevenzione; come ormai di pessima abitudine di questi ultimi tempi, però, anche questo nuovo provvedimento reca un titolo fuorviante in quanto non corrisponde esattamente al suo effettivo contenuto.

Si consideri, infatti, che nel titolo è riportato “Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni”; ciò lascerebbe intendere che si tratti di un Accordo che interessa la sola formazione di RSPP e ASPP ma in realtà non è così in quanto scorrendo il testo del provvedimento si rilevano numerose disposizioni che riguardano anche la formazione e l’aggiornamento dei lavoratori, dei preposti, dei dirigenti, degli addetti alle emergenze – antincendio e primo soccorso – nonché dei datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di prevenzione ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. n.81/2008, e i coordinatori nei cantieri temporanei e mobili (1).

Leggi il testo completo cliccando qui!

Con la Legge 28 giugno 2016, n. 132 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”, pubblicata sulla GU n. 166 del 18 luglio 2016, si vuole assicurare l’omogeneità ed efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica.
Fanno parte del Sistema nazionale: l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), le agenzie regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano per la protezione dell'ambiente.

L'istituzione di questa rete rientra in un progetto di sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo di suolo, della salvaguardia e della promozione della qualità dell'ambiente e della tutela delle risorse naturali e di promozione della salute umana.