Gentilissimi,
ieri sera STRISCIA LA NOTIZIA ha mandato in onda un servizio che riguarda la vendita di attestati senza aver svolto i corsi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Laddove non riescono gli organismi di vigilanza (ahimè), intervengono le trasmissioni televisive. A quanto pare qualcosa comincia a muoversi e sicuramente potrebbe trattarsi solo di un primo passo per portare alla luce un sistema parallelo illegale.


Altra questione che andrebbe trattata è quella dei soggetti che pur non essendo formatori erogano corsi ed emettono attestati (professionisti, aziende e associazioni).
Purtroppo, come sappiamo queste sono piaghe che vanno assolutamente debellate, altrimenti è vano tutto il nostro lavoro teso a divulgare la cultura della sicurezza e spingere le aziende a frequentare i corsi.


Speriamo che questo intervento televisivo, seppure ad oggi una goccia in un mare profondo, funga da monito e non rimanga un caso isolato, ma che l’attenzione verso queste problematiche rimanga sempre alta.

Vedi qui il video di Striscia la notizia.

Cordiali saluti


Olga Di Ruscio

Segreteria Nazionale
CNAIForm – Associazione per la Formazione

Solo pochi giorni fa è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 25 ottobre 2017, n. 163 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea.

Il testo abrogherà la direttiva 89/686/CEE e porterà all'approvazione del Decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, con nuovi criteri e procedure per la verifica della conformità e dei requisiti dei Dpi. Verrà quindi attuato anche in Italia il Regolamento (UE) 2016/425 sui Dispositivi di protezione individuale entro dodici mesi dall'entrata in vigore della stessa legge, quindi entro il 21 novembre 2017.

Ultimo punto importante l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Parlamento europeo e del Consiglio sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi, con abrogazione della Direttiva 2009/142/CE.

Il MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, ha lanciato un’indagine per verificare la situazione delle imprese italiane riguardo al tema dell’Innovazione sostenibile e inclusiva e rendicontazione non finanziaria, nel quadro dell’Agenda 2030.

L'obiettivo è quello di individuare a che livello si colloca il nostro Paese nella condotta e nel raggiungimento di un target di sostenibilità:

Elementi chiave che si chiede vengano considerati per la descrizione delle pratiche d’impresa – in un’ottica aziendale integrata – sono in particolare: le modalità e le finalità di utilizzo delle tecnologie digitali e delle nuove tecnologie (ad esempio, bio e nano tecnologie); il trasferimento tecnologico; gli ecosistemi e le piattaforme aperte per favorire l’innovazione; i metodi di valutazione e selezione dei fornitori; i sistemi premianti e formativi di valorizzazione delle conoscenze e competenze; i meccanismi di due diligence per la gestione dei rischi di impatti negativi sulle persone e sull’ambiente; l’identificazione di indicatori adeguati per la misurazione delle perfomance, la trasparenza e affidabilità nella rendicontazione.

Le imprese possono partecipare all'indagine, riempiendo semplicemente un questionario, entro il 29 novembre 2017.

Clicca qui per partecipare!

Nel mese di Ottobre si celebrano la settimana per la sicurezza sul lavoro e la giornata nazionale delle vittime per incidenti sul lavoro: ma quali sono i numeri sulla sicurezza? Facciamo il punto della situazione.

In occasione del Congresso Mondiale in cui si è dibattuto di questi argomenti caldi, la direttrice Eu-Osha, Christa Sedlatschek, ha affermato:

Il lavoro sicuro e rispettoso della salute è un diritto umano fondamentale, ma queste nuove stime dei costi relativi a misure scarse o inesistenti in materia di SSL dimostrano che le ragioni economiche della SSL non sono mai state così forti. I problemi di salute e gli infortuni legati al lavoro generano un costo per l’Unione europea pari al 3,3 % del suo PIL, ossia 476 miliardi di euro ogni anno, che potrebbero essere risparmiati adottando le giuste strategie, politiche e pratiche in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Quindi, secondo questo progetto di ricerca su costi e benefici delle buone prassi e dell’attenzione alla sicurezza sul lavoro in Europa, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali costerebbero al nostro continente 476 miliardi di euro all’anno. A questo si uniscono 119,5 miliardi generati dai tumori professionali. 

Infatti l’86% dei decessi legati al lavoro nel mondo è dovuto a malattie professionali: ogni anno, a livello mondiale, vengono persi 123,3 milioni di anni di vita, solo in Europa 7,1 milioni. 

Consulta qui i dati!